banner
banner
Pubblicato da staff il 30 gennaio 2014 | Nessun commento | Archivio: La Sentenza

Magicotrucco e Jadorelemakeup, le “Giorgio Mastrota” di YouTube

Era il 21 Dicembre 2013 quando Vanessa, in arte MagicoTrucco e Gabry, in arte Jadorelemakeup, caricarono un video dove mostravano lo stesso identico, e aggiungerei orrendo, vestito di un noto sito “Choies” con tanto di link annesso in descrizione, pronto per essere acquistato dal loro pubblico.

Una bella televendita, mascherata da innocente video outfit che ha creato una bella polemica, iniziata sulle varie pagine Facebook che stuzzicano le make-up guru come per esempio, ” Bim Bum Ban ” o ” Youtuber che bannano ad ogni critica “, e conclusa sotto i video delle due ragazze coinvolte.
Il vestito, indossato e pubblicizzato, era troppo particolare perché la scelta fosse casuale ed inoltre il link in descrizione non lasciava dubbi sul fatto che quel video era semplicemente una televendita fatta ad hoc da MagicoTrucco e Jadorelemakeup.

Aggiungiamo che l’attenzione del pubblico era elevata sull’uso del product placement visto che qualche settimana prima la make-up artist Lacindina era stata beccata nel linkare un video della Turkish Airlines, spacciandolo per una pubblicità interessante da vedere.

Purtroppo per LaCindina, lo stesso messaggio promozionale era stato pubblicizzato da diversi youtuber, i quali hanno ammesso di averlo fatto per guadagnare qualche spicciolo.

Vanessa e Gabry, ovviamente, non han risposto alle polemiche sotto ai loro video bruciandosi una buona fetta di credibilità.
Infatti da un lato ritengo che il product placement non sia un problema, ma lo diventa quando nasce una polemica e non c’è la risposta dei protagonisti che si nascondono dietro ad un imbarazzante silenzio.

La credibilità di una persona è importante.

Un personaggio poco credibile come può essere testimonial di una buona campagna pubblicitaria?
Se di fronte allo scandalo non sa rispondere con onestà e trasparenza, come può pretendere di riuscire ad aver la possibilità di essere creduto quando elogia un prodotto o ne critica un altro?
Ricordatevi che ammettere di fare una campagna pubblicitaria non è una vergogna, mentre lo diventa se si nega l’evidenza.

TALLIO NETTO

Facebook

Twitter

condividi articolo